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Perché i denti si muovono?

Avete notato un movimento innaturale di uno o più denti?

Attenzione!

Un dente che si muove in maniera anomala, se si escludono le cause naturali legate al cambio di dentizione nei bambini, rappresenta un campanello d’allarme che non deve essere assolutamente sottovalutato.

Scopriamo perché

Perché i denti si muovono?

I denti fissi, solitamente, si muovono leggermente per cause naturali, ma occorre assolutamente distinguere i movimenti fisiologici dalla mobilità dentale associata a eventi patologici o traumatici.

I micromovimenti naturali, in genere impercettibili, sono misurabili in circa 0,2 millimetri di movimento laterale e di circa 0,02 millimetri di movimento verticale, variabili secondo il gruppo dentale coinvolto e le circostanze: la mobilità può aumentare, ad esempio, per cause ormonali durante la gravidanza, il ciclo mestruale o per l’assunzione di contraccettivi orali e altri medicinali.

Quando, invece, i denti si muovono in maniera anomala per cause legate all’insorgenza di patologie o eventi traumatici, il discorso cambia totalmente e occorre intervenire tempestivamente per impedire la perdita del dente.

La mobilità dentale anomala può essere categorizzata in tre stadi:

  • totalmente reversibile
  • parzialmente reversibile
  • irreversibile

Solo uno specialista in odontoiatria è in grado di eseguire una diagnosi precoce e stabilire in base allo stadio di mobilità un adeguato piano di cura per salvare i denti che si muovono.

Denti che si muovono cause

Come accennato, i denti fissi si muovono a causa di eventi traumatici o per disturbi legati all’apparato parodontale, ovvero il supporto del dente costituito dal tessuto gengivale e dall’osso alveolare che ne accoglie la radice.

La più comune causa patologica dei denti che si muovono è sicuramente la parodontite o piorrea (l’infiammazione dei tessuti parodontali) ma il dondolamento anomalo può essere associato anche ad altre problematiche.

Le principali cause per cui i denti si muovono sono:

  • traumi accidentali causati da sport, incidenti, cadute e urti improvvisi
  • digrignamento involontario e persistente dei denti con conseguente indebolimento dell’apparato parodontotale (Bruxismo)
  • cattiva igiene orale con conseguenti carie che, se non curate in tempo, possono sfociare in ascessi gengivali
  • indebolimento del parodonto causato dall’avanzare dell’età
  • problematiche causate da fumo, diabete, cattiva igiene orale e squilibri ormonali legati a gravidanza e menopausa
  • malocclusioni dentali
  • gengiviti croniche che sfociano nella parodontite

Qualunque sia la causa del movimento anomalo, è consigliabile consultare subito il proprio dentista di fiducia per evitare di peggiorare la situazione.

Solo lui potrà, in base alla natura del dondolamento, stabilire come intervenire, se con un intervento parodontale per ripulire le tasche gengivali dai batteri (curettage) oppure con soluzioni alternative come lo splintaggio.

Scopriamo di più.

Come rinforzare i denti che si muovono

Per rinforzare i denti che si muovono esistono diversi rimedi ma bisogna sempre tenere presente che la migliore arma rimane la prevenzione.

A questo scopo, visite di controllo regolari e puntuali e sedute di pulizia professionale sono fondamentali per prevenire e, nel caso, individuare e risolvere precocemente le problematiche che possono causare l’indebolimento strutturale e la conseguente mobilità dentale.

Una volta scoperto un dente che si muove è possibile comunque correre ai ripari con dei trattamenti in grado di contrastare la mobilità dentale.

Il fine di questi interventi è generalmente di natura conservativa: lo scopo è rinforzare il supporto gengivale e parodontale per arrestare la mobilità dentale e “salvare” il dente naturale.

I rimedi più utilizzati per rinforzare i denti che si muovono sono:

  • curettage: è una particolare tecnica di pulizia profonda dei denti effettuata in anestesia locale con degli appositi strumenti appuntiti (le curettes per l’appunto). Questo trattamento permette di rinforzare il tessuto gengivale attraverso la rimozione del tartaro e le parti “morte” di cemento radicolare che si formano sotto le gengive in caso di presenza di tasche parodontali.
  • splintaggio dei denti: si tratta di una metodica di stabilizzazione della posizione dentaria, applicata solitamente al termine di un trattamento ortodontico.
    Lo splintaggio dei denti, chiamato anche ortodontico o bloccaggio dei denti, sfrutta l’azione di diversi materiali, come filo metallico e resina composita, oppure nastri di fibra di vetro e resina per fissare le superfici interne dei denti, solitamente da canino a canino, e conseguire una maggiore stabilità dentale.
  • Splintaggio intracoronale: nei pazienti con parodontite accertata, è necessario ricorrere a questa tecnica specifica per rinforzare i denti che si muovono.
    Lo splintaggio intracoronale consiste nell’ancoraggio delle unità dentarie colpite da mobilità ai denti vicini attraverso un perno in fibra di vetro e materiale composito così che riescano a sostenersi a vicenda e a distribuire in modo uniforme le forze masticatorie.

La prevenzione migliore si fa a casa, con una corretta igiene orale, ma la sicurezza della nostra salute dentale può darcela solo il nostro dentista di fiducia con controlli periodici e professionali.


Se avete notato un piccolo dondolio non aspettate!

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