5 cose che molti genitori non sanno
Frutta, yogurt, panino o merendina? Preparare lo spuntino per la scuola sembra semplice, ma confezioni colorate e diciture come “bio”, “integrale” o “senza zuccheri aggiunti” possono rendere la scelta meno immediata.
Anche le abitudini dei bambini stanno cambiando. Secondo l’indagine della sorveglianza nazionale OKkio alla SALUTE 2023, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità tra il 2014 e il 2023 la presenza della frutta nella merenda è scesa dal 18,3% al 14,3%, mentre le merendine sono passate dal 12,7% al 13,9%. Il panino è oggi lo spuntino più diffuso, seguito dal succo di frutta.
Ecco cinque curiosità utili per scegliere meglio.
1. Una merenda può essere sana ma troppo abbondante
La merenda dovrebbe aiutare il bambino ad arrivare al pasto successivo senza troppa fame, non diventare un secondo pranzo.
I dati nazionali mostrano che il 66,9% dei bambini della scuola primaria consuma una merenda di metà mattina considerata troppo abbondante.
La quantità dipende dall’età, dalla colazione, dall’orario del pranzo e dall’attività fisica. Un piccolo panino può essere adatto quando il pranzo è lontano, ma eccessivo se mancano soltanto poche ore.
2. “Senza zuccheri aggiunti” non significa senza zuccheri
La dicitura indica che durante la preparazione non è stato aggiunto zucchero, ma il prodotto può comunque contenere gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta o nel latte.
Può inoltre contenere puree, succhi concentrati o frutta essiccata. Per questo è meglio non fermarsi alla frase sulla confezione, ma osservare anche ingredienti, porzione e frequenza di consumo.
3. Un succo non equivale a un frutto intero
Un succo 100% frutta contiene comunque zuccheri e può essere acido. Inoltre viene bevuto velocemente o, peggio, sorseggiato per tutta la mattina.
La frutta fresca richiede invece masticazione e rappresenta generalmente una scelta più semplice per lo spuntino. La frutta essiccata può essere una buona alternativa occasionale, ma tende ad aderire maggiormente ai denti.
Non a caso, lo studio OKkio alla SALUTE ha rilevato una riduzione sia della frutta sia dei succhi e una maggiore presenza di prodotti confezionati nelle merende scolastiche.
4. Per i denti conta anche quante volte si mangia
Non conta soltanto quanto zucchero viene consumato, ma anche quante volte i denti entrano in contatto con cibi e bevande dolci.
Una merenda consumata in pochi minuti è diversa da un succo bevuto a piccoli sorsi o da una confezione di biscotti lasciata aperta per tutta la mattina. L’American Academy of Pediatric Dentistry considera più di tre esposizioni giornaliere, fuori dai pasti, a snack o bevande contenenti zuccheri un indicatore di maggiore rischio di carie.
La regola più facile da ricordare è: meglio una merenda in un momento preciso che tanti piccoli assaggi durante la giornata.
5. La merenda migliore è quella che il bambino riesce davvero a mangiare
Una scelta equilibrata ma difficile da aprire, troppo grande o poco pratica rischia di tornare a casa intatta.
Tra le alternative da variare durante la settimana possono esserci:
- frutta fresca facile da mangiare;
- un piccolo panino con un ripieno semplice;
- pane e formaggio;
- yogurt bianco, se conservato correttamente;
- una preparazione casalinga non troppo farcita.
La bevanda più semplice rimane l’acqua. Le raccomandazioni pediatriche suggeriscono infatti merende nutrienti non zuccherate e abitudini che limitino il consumo abituale di bevande dolci.
Il controllo in 20 secondi
Prima di mettere la merenda nello zaino, basta chiedersi:
- la porzione è adeguata?
- il bambino riuscirà a mangiarla facilmente?
- verrà consumata in un momento preciso?
- è accompagnata dall’acqua?
- è diversa da ciò che ha già mangiato a colazione?
La merenda sana non deve essere perfetta o elaborata. Deve essere semplice, proporzionata e inserita con equilibrio nella giornata del bambino.


